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Angeli di pietra, di intonaco e di seta
a) La piazzetta L. Vigo
b) La Basilica di S. Sebastiano
c) La chiesa dei Padri Filippini
d) La chiesa di S. Camillo
e) L'Arco del Vescovo
a) L'elegante piazzetta, delimitata a sinistra dal palazzo Floristella, in fondo dalla chiesa dell'Oratorio dei PP.Filippini e, a destra, dalla Basilica di S. Sebastiano, è dedicata all'illustre poeta e storico acese Lionardo Vogo.
b) La Basilica di S. Sebastiano fu iniziata nel Seicento e ricostruita durante il secolo successivo. La facciata ha due ordini raccondati da volute e conclusi da un'elegante cella per le campane. La decorazione scultorea è molto ricca e fastosa. la grande macchina barocca è completata dalle statue della balaustra che chiude il sagrato. La chiesa è decorata con le storie di S. Sebastiano divise in episodi e delimitate da cornici. L'artefice del bellissimo ciclo di affreschi fu il pittore acese Paolo Vasta.
c) Alla chiesa dei Padri Filippini si accede da via Angrlo Raffaele. Fu completata nel 1840. L'interno è decorato dagli affreschi di Giuseppe Rapisardi; si custodisce anche una Madonna delle Purità di Alessandro Vasta.
d) Alla chiesa di S. Camillo si accede dalla via Galatea. Originariamente fu dedicata alla Madonna delle Grazie raffigurata in una bellissima tela che decora l'altare principale. Gli affreschi della chiesa, realizzati da Paolo Vasta.Vito D'anna e Alessandro Vasta, raccontano solo storie di donne. Giulietta e Olofene, Giaele e Sisar, Ester ed Assuero la regina di Saba e molte altre. Ai lati dell'altare la splendida scena con la nascita di Maria circondata dalle ancelle della casa.
e) L'Arco del Vescovo è un cavalcavia che collega il vescovado con la Cattedrale. Fu costruito a partire dal 1874 quando iniziarono i lavori di sistemazione definitiva del palazzo vescovile.
Informazioni utili
Durata del percorso: 90 minuti
Orari delle chiese: 9/12,30 - 16/18,30
Lo scettro di re Carnevale
a) Il corso Umberto
b) La piazza Garibaldi
c) Il Collegio Santonoceto
d) La chiesa dell'Indirizzo
e) La villa Belvedere
a) Il Corso Umberto è delimitato da sontuosi palazzi decorati congusto ed eleganza. Le vetrine a festa e i bar traboccano di cesti di frutta mantorana e di scatole dipinte con le storie dei pupi siciliani. Nei giorni spumeggianti del più bel Carnevale di Sicilia il corso si prepara alla sfilata dei carri e delle maschere. Diavoli e folletti, fiumi di stelle filanti, musica e stordimento, questa la corte di re Carnevale che sfila tra due ali di folla colorata.
b) Al centro di piazza Garibaldi spicca il monumento ai Caduti realizzato nel 1939 dallo scultore Michele La Spina.
c) Il Collegio Santonoceto si trova a destra dell'ultimo tratto di corso Umberto. E' stato il più prestigioso collegio semminile della buona società acese.
d) La chiesa dell'Indirizzo chiude scenograficamente il corso Umberto; raffinato il disegno del prospetto neoclassico realizzato nel 1812 dell'architetto Sebastiano Ittar.
e) La villa conosciuta come Villa Belvedere costituisce il polmone verde della città di Acireale. Dalla terrazza e lungo i viale è possibile ammirare uno dei paesaggi più belli di Sicilia con l'Etna innevata e le nere scogliere di lava. Negli ampi spazi decorata da aiuole fiorite e fontane si svolgono manifestazioni culturali e musicali.
Informazioni utili
In via O. Scioni, 15 è la sede dell'Azienda diCura Soggiorno e Turismo Acireale (CT) Sicilia - Italia
Il Carnevale di Acireale si svolge tutti gli anni dal giovedì grasso al martedì. Punti focali della manifestazione sono le sfilate dei carri allegorici realizzate in carta pesta e dei carri infiorati.
Il palazzo ricamato come il bianco lenzuolo di una sposa
a) Via Cavour
b) Piazza S. Domenico
c) Prospetto del palazzo Musmeci
d) La biblioteca Zelantea
a) La via Cavour è una delle più antiche di Acireale; la tradizione scritta ha tramandato la notizia della presenza di un'antica cappelletta, dedicata a S. Maria delle Grazie, nella quale furono custodite le reliquie di S. Agata.
b) La piazza S. Domenico è dominata dalla splendida facciata della chiesa omonima divisa in tra ordini e enfatizzata dalle colonne sporgrnti e dalle statue.
c) Il palazzo Musmeci è un esempio mirabile di decorativismo barocco. La bianca tela della facciata e ricamata ad intagli di pietra delicati che riferiscono la parte alta della costruzione. Splendido il portale in pietra lavica con il mascherone che decora la chiave che chiude l'arco.
d) La biblioteca zelantea, in via M. di Sangiuliano 17, contiene una grande quantità di libri preziosi per la conoscenza della storia acese e siciliana. Nella luminosa sala di lettura sono esposte alcune tele con le vedute di Acireale antica.
Informazioni utili
La biblioteca Zelantea è aperta dal lunedì al venredì dalle 10 alle 13 e il sabato dalle 9 alle 13
Vivere il barocco: la grande piazza
a) Il Duomo
b) La chiesa dei SS. Pietro e Paolo
c) Il Palazzo Comunale
d) Le mensole figurate di Palazzo Modò
a) Il Duomo di Acireale sorge dove era una chiesetta dedicata a Maria dell'Annuziata. Un nuovo edificio venne inaugurato agli inizi del Seicento. Subito dopo il terremoto del 1693 iniziarono i lavori di ricostruzione e abbellimento della chiesa. Il portale d'ingresso appartiene alla chiesa più antica e fu inglobato, nella facciata attuale, alla fine del 1800. Il messinese Antonio Filocamo affrescò la cappella di Santa Venera e, a partire dal 1736, lavorò nella chiesa il più grande pittore acese, Pietro Paolo Vasta. A lui si devono i dellissimi affreschi del transetto con le Nozze di Cana, la Glorificazione dell'Agnello, la Gloria di Santa Venera, i medaglioni con le storie dell'Antico Testamento e, nei pennacchi della cupola, i quattro Evangelisti.
b) La chiesa dei SS. Pietro e Paolo chiude scenograficamente la grande piazza barocca. Secondo gli studiosi il disegno dell'arioso prospetto si deve al pittore Pietro Paolo Vasta che rielaborò modelli architettonici di ispirazione palermitana e romana.
c) Il Palazzo Comunale, un tempo chiamato Loggia Giuratoria, fu ricostruito dopo il terremoto del 1693. Fu destinato ad ospitare le manifestazioni della vita pubblica acese e venne eretto proprio di fronte al Duomo, simbolo del potere religioso. Splendida la grande tribuna con il monumento portale d'ingresso. I balconi sono impreziositi da mensole figurate e panciute ringhiere in ferro battuto.
d) Di fronte al Duomo, proprio all'inizio di via Davi, si possono ammirare i balconi del Palazzo Modò decorato con grottesche mensole figurate.
Informazioni utili
Durata del percorso: 60 minuti
Orario delle chiese: ore 9/12,30 - 16/18,30
Assistenza turistica: Piazza Duomo
Una chiesa per i pescatori
a) Il quartiere del Suffragio
b) La chiesa dei pescatori
a) Dalla piazza Duomo, imboccando via Romeo, si giunge nella piazzetta del quartiere del Suffragio dove si respira l'area di paese antico con le vecchie case dei pescatori consunte dal tempo e dalla salsedine. Le strade dono strette e tortuose e balconi traboccano di piante profumate. Dietro i grandi portoni di pietra nera si nascondano i cortili con il pozzo al centro e la vasca per lavare i panni. Inoltre alle case e agli abitanti del quartiere sono state costruite storie misteriose popolari di folletti e fantasmi. Nelle sere d'estate l'aria si riempie del profumo dei gersomini e del basilico gigante.
b) La piccola chiesa di Santa Maria del Suffragio occupa il cuore della piazza del quartiere. Ha il bianco prospetto rivolto verso il mare cosi da diventare punto di riferimento per i pescatori che giungono nel porticciolo di Santa Maria La Scala. L'interno è un trionfo di angeli e di luce. Gli abitanti del quartiere per la loro chiesa, vollero il più grande pittore cittadino, quel Petro Paolo Vasta che aveva abbellito le chiese dei nobili e dei ricchi. Lungo la navata, rischiarata dalle luci dei grandi finestroni, si dipanano i fili delle storie del Vecchio Testamento, con i profeti, le eroine coraggiose, Adamo ed Eva, Davide, Mosè e Giobbe. Dietro l'altare, sullo sfondo di nuvole dorate, la bella figura del Cristo che offre il sangue alle dolenti anime del Purgatorio.
Informazioni utili
Vi consigliamo di andare nel quartiere del Suffragio senza l'automobile; la suggestione delle strade, il silenzio dei cortili, il profumo delle case sono parte integrante del percorso.
La chiesa del Suffragio è aperta la mattina e il pomeriggio dalle 16 fino alle 18.
Il presepe in una grotta di lava
All'inizio della strada provinciale per Riposto sorge il settecentesco Presepe di Acireale. Nacque per iniziativa del canonico Mariano Valerio che, nel 1741 trovandosi di ritorno da una messa celebrata presso una chiesetta di campagna, fu sorpreso da un violento temporale.
Rifugiandosi in una grotta lavica, di precedentemente colonizzata dei briganti e dai serpenti, decise di trasformarla in una chiesa e di cotruirvi dentro un bel presepe.
Gli antichi pastori erano mnichini in legno, inbottiti di stoffe e vestiti di tutto punto con i costumi del 1700.
I volti e le mani furono realizzate in cera e il segreto del bellissimo colore delle guance non è stato mai svelato.
Nel 1984 la chiesa è stata restaurata e, ogni anno durante le festività natalizie, viene inondata di fiori che, insieme al suono delle nenie e delle litanie, trasformano la nera grotta in un magico mondo in favola.
Il borgo marinaro ai piedi della Timpa "Santa Maria la Scala"
Ai piedi della Timpa di Acireale, che si alza sul mare fino a cento metri d'altezza, è un piccolo dorgo di pescatori: Santa Maria la Scala.hanno Le semplici case che si affaciano sul porticciolo hanno gli stessi vivaci colori delle barche ormeggiate sulla riva e delle lenzuola, appese ai fili di metallo tesi sulle ringhiere dei balconi.
Dopo aver percorso un tratto della Strada Principale, che collega Acireale con Riposto, si raggiunge il centro di Santa Maria la Scala con la piccola chiesetta e la piazza affacciata a terazza sul mare. L'edificio sacro, sbiadito dal tempo e dalla salsedine, ricorda le antiche cappelle di campagna che venivano abbellite dalle tele e dagli affreschi dei pittori di paese. Dentro la nostra chiesa sono custoditi i dipindi di Giacinto Platania, pittore acese del Seicento, famoso per aver tentato di deviare la colata lavica del 1669.
L'aria fresca del mare, che si infrange sugli scogli, rinfresca le calde sere d'estate, quando il paese, silenzioso, riposa all'ombra della grande distesa di lava nera della Timpa.
L'ultima domenica di agosto i pescatori di Santa Maria la Scala festeggiano la Madonna portandola in giro lungo tutto il porticciolo. Il momento pià suggestivo della festa è rappresentato dalla gara tra due barche una con gli scapoli detti "schetti" e una con gli ammogliati detti "maritati".
I vincitori riceveranno un premio, ma alla fine si andrà tutti in trattoria per gustare un piatto di pesce fresco e un buon bicchiere di buon vino dell'Etna.
Il santuario di Loreto
Percorrendo via Loreto e attraversando il viale C. Colombo, dopo un breve tratto in salita si arriva al santuario di Lareto. Un vialetto segnato da un confine di fitte siepi fiorite e alberi solenni ci condurrà all'ingresso della chiesa.
Il culto della santa casa di Loreto, originario nelle Marche, travò in Sicilia ferventi sostenitori. Nel Settecento fiorirono molte chiese e santuari dedicati alla piccola costruzione in pietra che ospitò Maria e fu teatro del mistero dell'Annunciazione.
La prima aula è piccola e tutta decorata da affreschi che rappresentano la vita della Madonna, il peccato di Adamo ed Eva, il Padre Eterno e l'angelo Gabriele. Nella parete a sinistra dell'ingresso è la copia della bella statua della madonna di Loreto alla quale è dedicato il piccolo gioiello barocco.
La zona occupata dall'altare principale è affrescata con le immagini delle tre sante siciliane, santa Venera, Sant'Agata e Santa Lucia. Molto elegante la figura di Santa Caterina di Alessandria che compare anche negli affreschi della basilica acese di S. Sebastiano.
Sulle partizioni architettoniche, sulla colonne, sui pilastri e sugli altari è tutto un trionfo di decorazioni in oro. L'area che circonda la chiesetta costituita da un'ampia terazza della quale si ammira l'Etna ed il mare Ionio. Intorno, come splendida cornice sono alcuni cipressi secolari e un bel Gardino con vegetazione mediterranea.
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